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blogorrea [ Yankee's gone home ]
 


...Oh say does that star spangled banner yet wave, o'er the land of the free, and the home of the brave

Benvenuti nel blog più filo-americano del pianeta. Che poi non sia la stessa America di Giorgino II, beh, quella è un'altra storia...

 

 

Contini for president: il sito

 

Contini for president: il test

 

 

 


27 aprile 2004


Mamma

Il nuovo manifesto è più pulito del precedente. Ma non è poi tanto diverso..




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26 aprile 2004


25 aprile e dintorni

Molti amano paragonare Saddam Hussein a Hitler, che è una tremenda cazzata. Ma per un attimo ammettiamo. Se La Polonia fosse stata liberata nel 1939 e la Seconda Guerra Mondiale fosse finità lì, e se poi di colpo nel 1951 gli alleati (anzi, solo una parte) avessero invaso la Germania, non sarebbe proprio la stessa cosa... Correct??




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28 novembre 2003


Possiamo dircelo?

A me Mr. Prez. sta pesantemente sui coglioni. Ma il blitz di Baghdad è stato un vero colpo da maestro...




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20 novembre 2003


Istanbul...

E se cominciassimo ad aver paura?




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30 settembre 2003


Il proclama

A parte il merito, anch'esso ampiamente discutibile: che un presidente del consiglio vada in onda a reti unificate per annunciare un progetto di legge è clamoroso.




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5 agosto 2003


A che serve l'Unione europea?

Oggi vi racconto una piccola storia personale: Florence, la mia compagna, è cittadina britannica. Dopo la nascita di Aisha, nostra figlia, ha deciso di trasferirsi in Italia. Finalmente a Roma, cominciamo ad affrontare la lunga serie di pratiche burocratiche del caso: residenza, servizio sanitario nazionale, eccetera. Anzi no: prima occorre dotarsi di permesso di soggiorno. Come, scusi? Certo, il permesso di soggiorno. Ma se è cittadina comunitaria, non ha il diritto di andare dove le pare? "Sì - replica un poliziotto intelligente ma che nulla può di fronte all'idiozia di stato - dappertutto, meno che in Italia". Andiamo bene. Ok, primo passaggio, la stazione di polizia di zona. Serve la denuncia di cessione di fabbricato, quel pezzo di archeologia - eredità della stagione del terrorismo - che in teoria dovrsti compilare anche se ti viene a trovare la mamma. Il modulo? Alla polizia non ce l'hanno, bisogna comprarlo da Buffetti. Ok, vado, compro, torno alla polizia, compilo e faccio vidimare. Col modulo timbrato vado alla questura, ufficio stranieri. Coda colossale, un vero accampamento, comunitari ed extracomunitari tutti allo stesso sportello, anche se sono pratiche completamente diverse (e un poliziotto più cretino che che politically correct che mi dice "Mica siamo razzisti, per noi siete tutti uguali"). Si può sapere che documenti servono? Torni oggi pomeriggio, dalle 3 alle 5 (sono le 10 del mattino e in coda ci sono 300 persone, tutte che chiedono di sapere che documenti servono). Un poliziotto caritatevole s'informa per me: 4 foto, passaporto, fotocopia del passaporto, marca da bollo da 10 euro, una dichiarazione in cui Florence certifica di guadagnare almeno 4.500 euro all'anno e - dulcis in fundo - assicurazione sanitaria: lo stato italiano non vuole accollarsi spese mediche, ove mai (corna!) servissero. Non avendo nulla di tutto ciò me ne vado un tantinello alterato. Tornerò con le scartoffie necessarie. E con una domanda: a che minchia serve l'Unione europea?.




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23 giugno 2003


M'inchino

Spesso il Papa mi fa girare le scatole. Ma andare a Banja Luka - dove nessun altro osa - è stato un signor gesto. Chapeau.




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3 aprile 2003


O di qua o di là?

Non ho trovato nulla di scandaloso nel dibattito avviato dal Manifesto sulla durata della guerra: se sia meglio una fine rapida che risparmi vite umane (e dunque una vittoria politica e militare di Bush), o una guerra lunga con un'enormità di vittime (che implicherebbe una sconfitta politica, anche se non necessariamente militare, di Bush e della sua dottrina di guerra preventiva), ce lo chiediamo tutti. Sacrosanto, dunque, che un giornale espliciti il dilemma.

Faccio molto più fatica, invece, a seguire Pietro Ingrao. Il suo "tifo" per l'Iraq mi stomaca un po'. Saddam non è Ho Chi Min e proprio non me la sento di augurare al popolo iracheno un trionfo del dittatore. Spiacente vecchio Pietro, ma stavolta hai proprio toppato.




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25 marzo 2003


Il dizionario non è un'opinione

Per la serie "me la canto e me la suono", segnalo a chi non l'ha letto sul Riformista questo breve compendio di tutte le traduzioni sbagliate di "shock and awe".




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23 marzo 2003


Vallo a sapere

Tre ore dopo l'inizio dell'attacco è stata presa Umm Qasr, una manciata di chilometri oltre il confine kuwaitiano. Contrordine: tre giorni dopo l'inizio dell'attacco a Umm Qasr si combatte ancora. Giovedì è caduta Bassora, ma domenica gli alleati sono fuori Bassora e ammettono di non aver intenzione di entrare ancora per un po'. As Nasiriah è caduta venerdì, forse. Forse invece è stato conquistato solo un ponte sull'Eufrate. Però si dice che gli americani siano a 160 km da Baghdad. Gli iracheni hanno fatto decine di prigionieri, "presto ve li mostreremo in tv". Presto, non subito.

Viviamo la guerra in diretta: telecamere su Baghdad bombardata, inviati muniti di videotelefono sui carri armati, scene di combattimenti veri in tv, conferenze stampa e briefing almeno 3 volte al giorno. Eppure non sappiamo nulla...

Ognuno ti dice quel che vuole, verità sparse, frammiste a balle. La guerra si fa anche così, i bugiardi sono un'arma come le altre. Godiamoci l'illusione di sapere tutto, ma non illudiamoci troppo...




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19 marzo 2003


De te fabula narratur

Trentacinque anni fa Israele vinse una guerra in sei giorni. Vide la propria vittoria come un evento autolegittimante. Ma i suoi vicini la pensavano diversamente, e da allora Israele è rimasto intrappolato nel settimo giorno - mai davvero in grado di trasformare quella vittoria in una pace che consentisse agli israeliani di vivere al sicuro.

Thomas Friedman




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8 marzo 2003


Tardo impero. Dio che tristezza

"I servizi segreti inglesi vanno presi sul serio: quando dicono una cosa, di solito è vera". Così mi diceva un mio amico qualche giorno fa, e io gli davo perfettamente ragione.
La verità è che avevamo la testa rivolta al passato, alla grandeur britannica che non c'è più, ai matematici di Bletchley Park che decodificavano i messaggi criptati della marina nazista.
Due giorni dopo venne fuori che un rapporto sull'Iraq era stato copiato paro-paro da Internet. E ieri El Baradei ha detto che le informative sull'acquisto di uranio del Niger da parte di Saddam sono false (ha detto false, si badi, non ha detto che non ha trovato riscontri sufficienti...).
Se nemmeno dell'MI5 e dell'MI6 ci si può fidare, a chi dobbiamo dar retta? Detesto ammetterlo, ma ho la sensazione che con Maggie Thatcher certe figure di cazzo non le avrebbero mai fatte...




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18 febbraio 2003


Senza se, con qualche ma

Modeste considerazioni sul ruolo dell'Italia da uno che considera la guerra in Iraq un'autentica follia. Senza imprimatur dell'Onu, non un uomo, non una base, non un corridioio aereo né una strada ferrata: un attacco unilaterale non può essere in alcun modo avvallato, nemmeno da un modesto vassallo.

Ma: le Nazioni Unite non sono come la pelle di zigrino, che la tiri come ti pare, oggi va bene  domani no. Senza Onu, senza questa Onu pur così soggetta alle pressioni di Washington (non è una gran novità, suvvia), staremmo tutti molto peggio.

Dunque tutto bene, madama la marchesa? Neanche per idea: l'Onu è fonte suprema di legittimità internazionale, non di verità rivelate. Una guerra può essere legittima e sbagliata insieme.

E quindi: ove il Consiglio di Sicurezza desse il via libera all'attacco, non un uomo per questa guerra. Ma l'accesso alle basi (previsto dai trattati internazionali ai quali l'Italia aderisce) forse sì.




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